Landing Page Design: il metodo AIDA

da Mar 9, 2016Design0 commenti

Le Landing Page sono ormai diventate una metrica importante nel calcolo delle performance commerciali di un sito web. Ciò vuol dire che non so più usate da tempo solo per attrarre il visitatore in target, ma il loro scopo principale è incoraggiare l’utente a restare sulla pagina e completare una specifica azione. Che il tuo obiettivo finale sia far compilare un form contatti oppure vendere un corso online (o quello che preferisci), il design della landing page può influenzare il processo decisionale dell’utente in maniera significativa. In questo può darti una mano il metodo AIDA.

Ciao io sono A.I.D.A. !

Il metodo AIDA è in uso da anni nel mondo del web design, questo perchè si è rivelato un potente strumento quando si parla di invogliare un utente ad effettuare una conversione. Vuoi sapere perchè l’approccio AIDA è così potente? Il segreto è nel nome!

L’acronimo A.I.D.A. sta per:

A = Attenzione

I = Interesse

D = Desiderio

A = Azione

Se ci pensi bene è esattamente il processo emotivo che un utente deve provare per generare una conversione.

Il modello AIDA si compone non solo della parte di design, è necessario(se non fondamentale) anche l’elemento copy. Aspetto e testo devono comunicare un messaggio univoco e specifico.

Naturalmente , prima di iniziare a realizzare una landing page, si ha la necessità di comprendere i più importanti fattori di conversione in modo da anticipare le azioni dell’utente . In questo modo , tutti gli elementi possono essere combinati per seguire le regole AIDA.

Attenzione

La parte iniziale della landing page DEVE attirare l’attenzione del visitatore in maniera istantanea! Deve inoltre incuriosire l’utente a ricevere più informazioni. Generalmente si può optare per una breve ma accattivante headline con testo ben visibile e valorizzato, l’utilizzo di un font leggibile e volendo una prima C.T.A.. Sono contrario ad form contatti in questa sezione, ma vi spiegherò a fine articolo il perchè.

Headline metodo AIDA

Interesse

Questa parte deve trasmettere ulteriori informazioni sull’offerta o la società e includere argomentazioni rilevanti che sostengano ed espandano il messaggio dato nel titolo. Il modo più semplice per evocare l’interesse è quello di elencare una serie di vantaggi in modo conciso  in modo che un visitatore può facilmente leggere e comprendere, ne sono un esempio i bullet point. Personalmente preferisco, se possibile, inserire le informazioni anche in formati più accattivanti, come le animazioni video o immagini contenenti del testo (anche uno slider va bene).

interesse metodo AIDA

Desiderio

Il desiderio si traduce semplicemente nel perchè (motivo) un visitatore dovrebbe usare(o desiderare) il prodotto o servizio a cui abbiamo destinato la nostra landing page. A mio avviso il metodo migliore è quello di sfruttare quella che viene definita riprova sociale. Usare testimonianze di utenti reali, oppure, esporre grandi brand che hanno utilizzato o acquistato l’oggetto della landing page, genera fiducia nelle persone. E sia chiaro, se l’utente non si fida difficilmente acquisterà un vostro prodotto. Motivo per cui è fondamentale essere veritieri e, quando è possibile (ad esempio la vendita di un libro), metterci la faccia!

Desiderio metodo AIDA

Azione

E, infine, un forte invito all’azione completa la storia sviluppata nella nostra landing page, esattamente nel punto in cui il visitatore è stato convinto che si tratta della soluzione appropriata per le sue esigenze. Nel caso riportato come esempio è stato utilizzato un forte contrasto fra ciò che sta attorno alla C.T.A ed e la C.T.A stessa. Personalmente consiglio di collocare il pulsante o comunque la C.T.A. in spazi bianchi, questo per renderla immediatamente distinguibile da altri elementi della pagina. Sulla scelta del colore per la Call To Action ci sarebbe molto da dire, ma non è oggetto di questo articolo. Potete trovare un interessante introduzione in questo articolo di Vanessa Vidale.

Perchè posizionare la Call To Action principale in fondo alla landing?

In un esperimento di MarketingExperiments, è stato evidenziato il fatto che spostare la chiamata all’azione alla fine di una pagina (non troppo lunga o perderemo l’attenzione del visitatore), il lettore ha il tempo di digerire la quantità di informazioni comunicate dalla pagina.

Lo stesso ragionamento è applicabile ai form di contatto, ma nulla vi vieta di posizionare più C.T.A ben ideate in una stessa landing. Anche qui mi sento di consigliare di non esagerare, una call to action ben strutturata è in grado di convertire molto più di una serie infinita di pulsanti e form sparsi per la landing page.

L’immagine riportata qui sotto è un altro esperimento effettuato da ContentVerve e mostra come la posizione della C.T.A. abbia, in quel caso specifico, fatto registrare un’impennata del 300% delle conversioni.

Percentuale di conversione

E adesso tanti cari saluti!

Se sono stato sufficientemente chiaro, a questo punto dovrebbe essere facile da capire che il principio AIDA getta le sue radici nella psicologia dei consumatori, motivo per cui le sue prestazioni sono così soddisfacenti quando si tratta di innescare conversioni. Naturalmente, spetta a noi designer il compito di sfruttare queste conoscenze nel modo migliore così da ottenere buone performance di conversione.

Se può interessarti ho assemblato un piccolo pack contenente 4 template gratuiti per landing. Non sono realizzati da me, ma li ritengo molto interessanti e comodi da personalizzare.

[Locker] The locker [id=6218] doesn't exist or the default lockers were deleted.

0 commenti

Invia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.